ASSUMI SUFFICIENTE VITAMINA D?

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La vitamina D è conosciuta per il suo stretto legame con la luce solare e per essere essenziale per la salute delle ossa. A differenza di molte altre, viene accumulata dal corpo (in particolare, nel fegato), e rilasciata quando necessario. Però, assunta (o prodotta) in dosi insufficienti può dar vita a molti problemi, più frequenti durante la stagione invernale. In questo articolo, scoprirai cosa è la vitamina D, ma anche a cosa serve e dove trovarla!

COS’E’, A COSA SERVE, QUALI ALIMENTI LA CONTENGONO

La vitamina D è una sostanza organica indispensabile per la nostra salute, esistente in 5 varianti:  vitamina D1, D2, D3, D4 e D5.

Le due tipologie di Vitamina D che interessano gli organismi animali sono la D2 (ergocalciferolo) e la D3 (colecalciferolo), fondamentali per un adeguato metabolismo di calcio e magnesio, e perciò per la salute delle ossa (anche se tutt’ora sono allo studio le responsabilità della carenza di vitamina D nella bassa metabolizzazione delle altre vitamine, andando così ad inficiare tutto il sistema immunitario).

La prima, la D2, si trova prevalentemente nei vegetali, frutta, verdura e funghi.

La seconda, la D3, di più facile reperibilità ed assorbimento per noi, viene sintetizzata dall’epidermide, in seguito all’esposizione ai raggi solari. La si può trovare anche in alcuni alimenti, quali pesci grassi come salmoni e sgombri, olio di fegato di merluzzo, e carni rosse.

L’INGREDIENTE FONDAMENTALE: IL SOLE

Da qui in poi parleremo solo di Vitamina D, poiché le due tipologie che ci interessano sono assimilabili tra loro in questa unica definizione, in quanto entrambe, quando processate dal fegato, danno vita alla forma attiva di questa vitamina (calcitriolo). È proprio nel fegato che questa vitamina viene accumulata, e rilasciata nell’organismo, all’occorrenza.

Purtroppo, devi sapere che dall’alimentazione si può ricavare  al massimo il 10% del fabbisogno di Vitamina D, mentre il restante 90% si riesce a sintetizzare in maniera autonoma solo attraverso l’esposizione ai raggi UV.

Proprio così, prendere il sole (con moderazione!) fa bene, non solo all’umore.

L’ideale sarebbe trascorrere circa 15 minuti al giorno sotto la luce solare, senza creme con filtri e anche con una minima parte del corpo scoperta, come per esempio gli avambracci. Per ottenere i massimi benefici, abbi cura di scegliere un orario compreso tra le ore 10 e le 15, quando la quantità di raggi UVB è maggiore, ma senza esagerare.

Però, queste tempistiche possono variare, in base alla latitudine e alla pigmentazione naturale della pelle. Una pelle scura, infatti, avrà bisogno di più tempo, per poter generare vitamina D. Inoltre, anche le circostanze personali e stagionali influiscono: in inverno è più difficile passare tempo all’aria aperta, soprattutto se si lavora tutto il giorno in ufficio e si esce solo la sera.

UN PROBLEMA COMUNE

Da anni, medici ed esperti riscontrano bassi livelli di Vitamina D nella maggior parte degli abitanti del continente europeo.

Le motivazioni sono le più varie: una media elevata della latitudine delle nazioni del Continente, una propensione sempre maggiore a lavorare al chiuso (indagini statistiche ci dicono che gli abitanti delle città trascorrono quotidianamente in ambienti all’interno di edifici in media l’80-90% del loro tempo), un sempre maggiore impoverimento degli alimenti che possiamo trovare nei nostri negozi, causato da sfruttamento di suolo ed animali.

Fortunatamente, però, esistono soluzioni.

I SINTOMI DA CARENZA DI VITAMINA D

La carenza di questa vitamina si manifesta solo quando i suoi livelli sono veramente bassi, con questi sintomi:

  • Dolori ad ossa ed articolazioni;
  • Debolezza;
  • Stanchezza ingiustificata;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Spasmi muscolari.

Nei casi più gravi, si possono anche sperimentare:

  • Rachitismo;
  • Deformazioni ossee di vario genere;
  • Osteomalacia;
  • Denti deboli e suscettibili alla carie.

Inoltre, la sua carenza è associata ad un maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e alla  predisposizione a malattie come il diabete, l’ipertensione e la sindrome metabolica.

Poi, un apporto non appropriato di vitamina D espone al rischio di vaginosi batterica che, se contratta durante la gravidanza, può aumentare la probabilità di complicanze e di parti prematuri. Invece, l’assunzione di integratori di vitamina D è stata collegata, da uno studio dell’University of California di Los Angeles, alla stimolazione di catelicidina a livello di placenta, una proteina capace di aumentare le difese immunitarie di questo organo contro molti agenti patogeni.

GLI ESAMI ED I RIMEDI PER FAR FRONTE AD EVENTUALI CARENZE

Se pensi di soffrire di una carenza di vitamina D, parlane con il tuo medico. Questo ti prescriverà delle analisi del sangue specifiche. Se, dopo l’indagine diagnostica, hai scoperto di avere dei livelli di Vitamina D troppo bassi, dovrai prendere delle precauzioni, per evitare spiacevoli effetti collaterali.

I paramenti,  uguali per uomini e donne, sono espressi  in ng/litro, e sono generalmente questi:

  • Carenza: <10;
  • Insufficienza: 10 - 30;
  • Sufficienza: 30 - 100;
  • Tossicità: >100.

Ovviamente, si tratta di valori standard, visto che ognuno di noi è unico, per questo l’opinione di un professionista della salute è sempre consigliabile. Ricorda di non saltare mai questo passaggio, soprattutto in caso di gravidanza!

FAR FRONTE ALLA CARENZA: COME INTEGRARE LA VITAMINA D

Per far fronte alla insufficienza di vitamina D puoi agire su più fronti.

Da un lato, puoi iniziare a integrare nella tua routine quotidiana alcuni piccoli accorgimenti, come cercare di passare più tempo all’aria aperta, scegliere alimenti ricchi di questa sostanza, come pesce, uova e funghi, e utilizzare, con le dovute premure, lampade che emettono radiazioni UVB, in grado di simulare i raggi solari.

Poi, è importante anche utilizzare degli integratori di vitamina D. In commercio, troverai due tipi:

  • Integratori di  vitamina D3, di origine animale o ricavati dal pelo di  alcuni mammiferi, di più semplice assimilazione;
  • Integratori di Vitamina D2, per lo più di origine vegetale, visto che è ricavata prevalentemente da licheni, e perciò adatta anche a diete vegane e vegetariane.

Entrambi sono disponibili in diversi formati, come in gocce, in pastiglia e in perle. La scelta, in questo caso, deve essere basata sulle tue abitudini: le prime sono ideali per assicurare un rapido e modulabile assorbimento, anche per i più piccoli, mentre le pastiglie sono comode fuori casa.

Discutine con il tuo medico e con il tuo farmacista di fiducia, comunicando sempre anche l’eventuale assunzione di  altri  tipi di integratori, per non sovraccaricare il tuo organismo!

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Tag: vitamina d

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