Young men have low back pain

PREVENZIONE DEL DOLORE MUSCOLARE O ARTICOLARE

  • La prevenzione comincia a tavola. Infatti, se si vuole ridurre l’infiammazione, un modo semplice è consumare più cibi antinfiammatori e meno alimenti pro-infiammatori. La nostra alimentazione quotidiana va basata su alimenti nutrienti, ricchi di antiossidanti, sali minerali e vitamine, mentre andrebbero evitati il più possibile i prodotti trasformati e processati dell’industria alimentare, quelli ricchi di additivi chimici, conservanti e coloranti, di zuccheri semplici e grassi.
  • Alcuni enzimi come la Bromelina e la Papaina aiutano in modo naturale a coadiuvare il sistema immunitario modulando gli stati infiammatori.
  • Prestare attenzione alla forma fisica: obesità e sovrappeso determinano per l’organismo uno sforzo superiore e innaturale. Mantenere un’adeguata forma fisica contribuisce a conservare elasticità e tono muscolare, riducendo il rischio di stiramenti e contratture.
  • All’inizio e alla fine di ogni seduta di attività fisica praticare stretching.
  • Mantenere una postura corretta: posizioni scorrette, se mantenute troppo a lungo, possono causare problemi a carico della schiena e delle articolazioni. Quando si è seduti, bisogna dare adeguato supporto alla schiena e assicurarsi che l’altezza della seduta sia adeguata, in modo da non dover affaticare il collo, le spalle e la parte alta della schiena. Quando si è sdraiati, è preferibile dormire a pancia in su, oppure su un fianco, per garantire una posizione più naturale per la colonna vertebrale.
  • Ridurre lo stress e l’ansia: sono fattori di rischio in quanto generano tensione muscolare.
  • In caso di trasporto di pesi avere l’accortezza di bilanciare sempre il peso in entrambe le parti del corpo e sollevarli piegando le gambe, così facendo si utilizza la spinta dei muscoli delle gambe che sono molto più forti di quelli della schiena che in questo modo viene tutelata da carichi importanti. Evitare di trasportare carichi troppo pesanti ogni qualvolta sia possibile.
  • Per il corretto mantenimento della funzionalità delle articolazioni, delle cartilagini, delle ossa e dei muscoli è possibile assumere degli integratori formulati con estratti vegetali e ingredienti di origine naturale come la glucosamina, la condroitina ed il collagene.
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TRAUMI: CONTUSIONI E DISTORSIONI

Contusioni e distorsioni sono lesioni che causano un forte dolore in seguito ad un trauma. Le distorsioni, chiamate comunemente “storte”, interessano i legamenti di un‘articolazione.
A seguito di una distorsione si può creare un ematoma, chiamato comunemente livido, che consiste nel versamento di sangue all’interno dei tessuti circostanti. Tuttavia, una storta può causare anche gonfiore, infiammazione e dolore per diverso tempo.
Le contusioni possono essere causate da una caduta o da un impatto con un oggetto o una superfice dura. Anche in questo tipo di lesioni si osserva il cambiamento della colorazione della pelle, che diventa solitamente bluastra, cioè si forma un ematoma accompagnato da dolore e da gonfiore. In caso di traumi è sempre importante effettuare applicazioni fredde con ghiaccio che va utilizzato 3/4 volte al giorno e per non più di 20 minuti.

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MAL DI SCHIENA

In assenza di situazioni patologiche croniche il dolore muscolare o articolare è dovuto a:

• posture errate protratte per lungo tempo (durante l’attività lavorativa, mentre si guida l’auto o nei periodi di relax, ecc.)
• l’eccesso di peso corporeo: può infatti contribuire all’insorgenza del dolore in quanto aumenta un carico ulteriore sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni
• rigidità o scarso tono dei muscoli: la prima può essere dovuta anche allo stress psichico che fa assumere atteggiamenti contratti; il secondo dipende essenzialmente da uno stile di vita sedentario e conseguenza della perdita di forza muscolare
• traumi

Circa l’80% della popolazione può affermare di aver sofferto di mal di schiena almeno una volta nell’arco della propria vita, soprattutto se prendiamo in considerazione gli individui dai 30 anni in su. Il termine “lombalgia”, o “mal di schiena”, come viene comunemente chiamato, indica un dolore che coinvolge i muscoli e le ossa della regione lombare, corrispondente alla parte inferiore della schiena. È possibile l’irradiazione del dolore anche nella parte posteriore della coscia ma non oltre il ginocchio; quando l’irradiazione dolorosa si estende sotto il ginocchio siamo di fronte a una sciatalgia.

 

 

Professional therapists are stretching muscles, patients with abnormal muscular symptoms, physical rehabilitation therapies and treatment of physiological disorders by physiotherapists concept.

DOLORI ARTICOLARI

I dolori articolari sono indipendenti da età, sesso e stile di vita. Sono un disturbo molto diffuso e spesso sottovalutato, sebbene si manifestino con maggiore frequenza durante i mesi invernali, i sintomi possono comparire in ogni momento e per le cause più svariate.
Le articolazioni sono delle strutture molto complesse che permettono il movimento di braccia, gambe, piedi e mani. Sono costitute dalla capsula articolare in cui si incontrano due o più capi ossei, il sistema di cartilagini, i tendini e i legamenti. La loro complessità, dovuta agli svariati elementi che le compongono, rende le articolazioni molto resistenti ma anche delicate allo stesso tempo.
ll compito delle articolazioni è di tenere uniti i vari segmenti ossei, in modo tale che lo scheletro possa espletare la sua funzione di sostegno, mobilità e protezione. I dolori articolari possono presentarsi in mani, gambe, braccia, piedi, ginocchia, anche e schiena come un fastidio più o meno intenso e, a seconda degli elementi coinvolti e della causa scatenante, possono essere accompagnati anche da prurito, rossore e gonfiore.

Il dolore muscolare colpisce una zona del corpo abbastanza vasta in cui sono presenti fasci muscolari. I più diffusi sono quelli alle spalle, alla schiena (zona cervicale e lombare) e alle gambe, soprattutto dopo uno sforzo fisico. Il dolore articolare, invece, si manifesta in un punto più preciso, che coincide con le articolazioni, le connessioni tra un osso e l’altro e colpisce solitamente i gomiti, le anche, le ginocchia e le caviglie.
La diffusione di questi disturbi è da cercare nello stile di vita sedentario: i muscoli poco tonici hanno difficoltà a sostenere adeguatamente il peso corporeo. In queste condizioni, le articolazioni della schiena e delle gambe devono sostenere il peso di tutto il corpo e quindi è più facile andare incontro a disturbi frequenti, soprattutto quando l’età avanza.

• La tensione muscolare da stress affatica i muscoli che non riescono a dare il dovuto sostegno all’articolazione.
• Durante la menopausa gli squilibri dei livelli ormonali producono l’irrigidimento dei tessuti molli che circondano le articolazioni causando difficoltà nel movimento e dolore.
• La vita sedentaria causa un indebolimento muscolare per cui si riduce il sostegno dell’articolazione. Inoltre, nelle articolazioni poco movimentate diminuisce il liquido sinoviale, cioè il lubrificante naturale.
• Il sovrappeso e l’obesità giocano un ruolo importante, infatti, il dolore è causato dal peso eccessivo a cui è sottoposta l’articolazione. Le articolazioni degli arti inferiori (anca, ginocchio e caviglia) che sopportano il doppio del reale peso corporeo sono quelle maggiormente affaticate.
• I dolori articolari e muscolari sono uno dei sintomi più comuni degli stati influenzali e sono causati da infiammazioni provocate dallo squilibrio tra acqua e sali minerali all’interno dell’organismo. Inoltre, durante un’infezione virale, le difese immunitarie dell’organismo sono impegnate a combattere il virus con la conseguente comparsa di spossatezza e di dolori articolari.
• Ai traumi sportivi si associano dolori muscolari e/o articolari che possono essere anche la conseguenza di un allenamento eccessivo. Il quadro dei traumi sportivi è molto ampio e alcuni di questi possono sfociare anche in situazioni patologiche come distorsioni e contusioni.

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DIARIO DEL DOLORE

Il diario del dolore è uno strumento valido per documentare quello che si prova giorno dopo giorno. Le registrazioni aiutano a mantenere un rapporto corretto per tracciare la zona corporea in cui si prova dolore, come varia durante il giorno o in fase di stress, oppure consente di individuare le situazioni scatenanti. È anche molto utile per verificare l’andamento della terapia.

Alcuni dolori affliggono le persone più di altri:
• mal di testa
• mal di schiena
• dolori articolari
• traumi: contusioni e distorsioni

Inoltre, le patologie più comuni, causa dei dolori articolari, sono le malattie a carico del sistema muscolo scheletrico come gotta, artrite, osteoporosi e fibromialgie, e le patologie di origine reumatica come artrosi, artrite reumatoide, spondiliti, che per la loro complessità si curano con terapie prescritte dal medico curante o dallo specialista.

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SPEGNI I DISTURBI E ACCENDI IL MOVIMENTO

Esistono diversi tipi di dolore e ognuno di noi lo vive in modo diverso, per cui può essere difficile riuscire a descriverlo ed essere compresi. Conoscere i vari tipi di dolore può aiutare ad esprimere ai professionisti sanitari le proprie sensazioni, in modo che siano facilitati a definire il trattamento più idoneo, ad alleviare il dolore, donando un sollievo che risvegli la spensieratezza e il desiderio di tornare in movimento.

Il dolore, fondamentalmente una sensazione spiacevole, è definito ufficialmente della IASP (International Association for the Study of Pain), come «un’esperienza emozionale e sensoriale spiacevole associata a un danno tissutale acuto o potenziale».

È il risultato di una complessa interazione tra lo stimolo puramente doloroso e fattori legati alla persona: ambientali, culturali, religiosi, affettivi, genetici, che possono modificare in maniera importante quanto percepito.
Il segnale doloroso spesso è un segnale importante per la diagnosi iniziale di malattia ed è fra tutti il sintomo che interferisce maggiormente con l’integrità fisica e psichica del paziente, più angosciante e preoccupante per i suoi familiari, con un notevole impatto sulla qualità della vita.

La sensazione spiacevole del dolore, anche se talvolta è difficile da alleviare, rappresenta un meccanismo di difesa che ci mette in guardia dalle lesioni, consentendoci quindi di proteggere il nostro organismo. Se non fossimo in grado di percepire dolore, non potremmo evitare lesioni ripetute o danni permanenti al nostro corpo.

Essendo un’esperienza soggettiva, comprendere il tipo di dolore che si prova ed essere in grado di descriverlo in modo dettagliato può essere di grande aiuto. Quindi, prendiamo confidenza con i vari tipi di dolore la cui classificazione può essere fatta in base alla durata o all’origine.

Si possono distinguere 2 tipologie diverse di dolore, in base alla durata specifica:

1- DOLORE ACUTO
Ha la funzione di avvisare l’individuo della lesione in corso ed è normalmente localizzato, dura per alcuni giorni, compare all’improvviso e tende a diminuire con la guarigione.

2 – DOLORE CRONICO
Si protrae oltre i normali tempi di guarigione di un‘infiammazione e solitamente supera i 3 mesi. Quindi, è duraturo e accompagna malattie ad andamento cronico.

Un altro tipo di classificazione è basata sull’origine:

DOLORE INFIAMMATORIO
Alla base del dolore c’è sempre un processo infiammatorio del tessuto interessato che può avere manifestazioni diverse, variabili a seconda della tipologia di infiammazione: è tipicamente intenso e acuto se avviene con una brusca sollecitazione meccanica come nei muscoli, nelle ossa, nei tendini o nelle articolazioni. La persistenza e la cronicizzazione di un processo infiammatorio possono causare danni rilevanti, anche irreversibili, ai tessuti interessati, determinando il dolore cronico.

DOLORE NEUROPATICO
È collegato ad un alterato funzionamento a livello del sistema nervoso, per cui, alla spiacevole sensazione dolorosa, si può associare una sensazione di bruciore, di fastidio o formicolii.