Minimal closeup of young woman holding vitamin capsule while taking supplements with glass of water at home

USO RAZIONALE E SICUREZZA DEGLI INTEGRATORI

Il supporto da parte del medico o del farmacista nella scelta del prodotto più adatto alle proprie esigenze è essenziale, poiché ogni persona, in relazione all’età, allo stile di vita e alle abitudini alimentari, ha esigenze nutrizionali completamente diverse.

Gli integratori non sostituiscono una dieta variata ma, se impiegati seguendo uno stile di vita sano, con un buon livello di attività fisica, possono essere validi alleati per il nostro benessere!

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ALIMENTAZIONE E DIGESTIONE

Anche se siamo magri, belli ed in forma, è importante sempre mantenere una corretta alimentazione, dato che le varie tipologie di alimenti hanno un impatto notevole sull’intestino. Il benessere del nostro intestino dipende da tanti fattori, tra questi il cibo riveste un ruolo rilevante accanto allo stress e all’assunzione di alcuni farmaci. Il nostro intestino è “abitato” dalla flora batterica, ossia da una grande quantità di batteri buoni che svolge dei compiti importanti nella digestione, nel me-tabolismo, nella sintesi delle vitamine, nell’esercitare un’azione di barriera a livello intestinale e nell’influenzare il sistema immunitario.

Quando la flora batterica intestinale subisce un’alterazione, si crea una condizione denominata “disbiosi” che compromette la capacità dei batteri buoni di svolgere le loro funzioni fisiologiche e mina l’equilibrio del sistema immunitario, situazione che, se protratta nel tempo, favorisce un progressivo indebolimento del sistema immu-nitario e predisposizione a patologie metaboliche e cardiovascolari.
Con l’alterazione della flora batterica possono comparire anche sintomi come, gonfiore o tensione addominale, mal di pancia, diarrea o stitichezza, uniti, a volte, a sensazione di malessere generale. Riportare la flora batterica intestinale al suo stato di equilibrio e ripristinare le sue funzioni benefiche è possibile tramite l’assunzione di un prebiotico e/o probiotico specifico. In commercio esistono i prebiotici e i pro-biotici che rappresentano 2 tipologie di prodotti diversi: Il prebiotico è una fibra alimentare, utilizzata come alimento dai probiotici, non ha azione diretta sull’organismo ma aiuta a mantenere vitale ed in equilibrio la flora batterica intestinale.
È molto abbondante nei vegetali e nella frutta e ne è consigliata l’assunzione sotto forma di integratori per coloro che hanno un’alimentazione povera di questi alimenti. Il probiotico è un fermento, ne esistono molte tipologie, si assume attraverso integratori o farmaci.
Ogni probiotico ha delle funzioni specifiche, pertanto, per ottenere i benefici attesi è importante farne un utilizzo corretto, scegliendo quello più adatto alla propria esigenza.

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OGNI ETÀ DELLA VITA HA DELLE NECESSITÀ NUTRIZIONALI SPECIFICHE

LA SALUTE SI COSTRUISCE NELL’INFANZIA

Un bambino “grasso” ha un rischio molto maggiore di esserlo anche da adulto. Appare quindi evidente che una buona educazione alimentare deve iniziare sin da quando i bambini sono piccoli, perché poi recuperarla da adulti è molto più diffi-cile. Per tutti questi motivi, i genitori devono imparare a porre regole e limiti ai figli anche per quanto riguarda il cibo, ricordando che a volte bastano accorgimenti minimi per evitare che i bambini mangino troppo e male.
I comportamenti alimentari di un bambino fino a 6 anni risultano direttamente correlati a quelli dei genitori, soprattutto della mamma. Solo in seguito subentra l’influenza dei cosiddetti fattori ambientali (compagni di scuola e amici con cui si praticano hobbies e sport, modelli proposti dalla TV, ecc.). E proprio in questa fase i genitori hanno un ruolo attivo, attraverso la qualità del cibo ed uno stile di vita fisicamente attivo per favorire una regolare crescita e sviluppo.

LA SALUTE SI CONSOLIDA NELL’ETÀ ADULTA

Per stile di vita fisicamente attivo si deve intendere innanzitutto un tipo di com-portamento che dia la preferenza all’uso dei propri muscoli. Ad esempio, ogni qual volta è possibile, camminare invece di usare l’auto, salire e scendere le scale piuttosto che servirsi dell’ascensore o delle scale mobili, e così via. A completa-mento di tutto ciò, un adulto sano dovrebbe aggiungere, quattro o cinque volte la settimana, un’attività fisica aerobica di almeno quarantacinque minuti.

La sensazione deve essere quella di una respirazione appena più frequente e profonda del normale, senza affanno eccessivo.
Tra le varie attività (il cammino, la corsa, il pedalare, ecc.), è importante scegliere quella che meglio si adatta alle proprie caratteristiche e ai propri gusti. Questa attività deve quindi rientrare nelle normali abitudini e rappresentare un’esigenza al pari dell’igiene della persona. L’esercizio fisico nel programma di controllo del peso è l’effetto che questo ha nell’incrementare il metabolismo basale e quando l’attività fisica viene praticata regolarmente, quest’incremento diventa stabile.

 

La diminuzione della massa muscolare è una situazione fisiologica che comincia dopo i 40 anni, accelerando intorno ai 70 anni. Meno massa muscolare signifi-ca meno forza muscolare per svolgere le normali attività, come salire le scale, viaggiare e praticare regolarmente sport. Una pratica regolare dell’attività fisica e l’adozione di un’alimentazione adeguata all’età rappresentano le linee guida; nuove strategie includono l’assunzione di integratori o supplementi dietetici for-mulati con proteine nobili, minerali e vitamine specifici che tengano in conside-razione le necessità nutrizionali dell’organismo dai 50 anni in poi.

Health food high in lipds. Ingredients contain unsaturated fats for healthy heart and cholesterol levels with nuts, seeds, dairy, seafood, legumes and grain.  High in antioxidants, fibre, omega 3, protein.

L’IMPORTANZA DEL PROFILO LIPIDICO

Il profilo lipidico è un insieme di analisi del sangue utili a rilevare la concentrazione nel sangue di particolari grassi o lipidi fondamentali per il corretto funzionamento del nostro sistema cardiovascolare. La dieta e l’attività fisica riescono molto spesso a migliorare i livelli di grassi nel sangue.

In particolare, il primo punto a cui prestare attenzione è il peso corporeo, va quindi seguita una dieta in caso di sovrappeso o obesità, tenendo presente che una ridu-zione del peso di solo il 10% porta a numerosi, rapidi e concreti vantaggi in termini di circolazione e riduzione del rischio cardiovascolare.

La composizione dei grassi della dieta dovrebbe prediligere una maggioranza di grassi di origine vegetale derivanti da:

  • OLIO DI OLIVA
  • OLIO DI LINO

ed un ridotto apporto di grassi saturi ed idrogenati, provenienti da:

  • LATTE INTERO E LATTICINI
  • CARNI ROSSE
  • SALUMI
  • FRATTAGLIE
  • SNACK
  • MERENDINE
  • GRISSINI

Queste informazioni devono indurre ad una corretta gestione dei grassi nell’alimen-tazione considerando che hanno una grande valenza nutrizionale perché entrano nella costituzione delle membrane cellulari, sono fonte di energia e contribuiscono a proteggere organi vitali come il cuore, il fegato, i reni, il cervello e gli occhi.
Gli Omega 3 presenti nell’organismo in parte derivano dalla dieta ed in parte ven-gono sintetizzati dall’organismo. Derivati spesso dai pesci azzurri, questi appor-tano un grande beneficio al profilo lipidico dell’organismo, è quindi consigliabile consumare pesci azzurri che rappresentano, insieme al salmone, l’unica eccezione relativa alle carni grasse.
Vengono definiti essenziali quelli che non possono essere prodotti dal nostro orga-nismo e di conseguenza devono essere introdotti con l’alimentazione.
I più studiati sono l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), contenuti in quantità rilevanti nei pesci quali acciuga, salmone, tonno, trota e sgombro.

Essi sono incorporati nelle membrane delle nostre cellule e la loro presenza ne ga-rantisce l’integrità ed il corretto funzionamento.
Quindi, Omega 3 per:

  •  la funzionalità cardiaca: le cellule del cuore e dei vasi sanguigni sono ricchi di DHA e di EPA e la loro presenza contribuisce alla normale funzione cardiaca
  • la funzionalità cerebrale: il DHA è uno dei principali costituenti della membrana delle cellule nervose dove coopera al mantenimento di una corretta trasmissio-ne dei segnali nervosi, contribuendo al mantenimento della normale funzione cerebrale
  • la funzionalità visiva: il DHA è molto concentrato nelle membrane delle cellule che consentono la visione in condizioni di bassa luminosità e nella regione del cervello che elabora le informazioni visive; In questo modo contribuisce a man-tenere una sana funzionalità visiva
  • la pressione sanguigna: assunti quotidianamente contribuiscono al manteni-mento di una normale pressione sanguigna
  •  trigliceridi: assunti quotidianamente contribuiscono al mantenimento di livelli normali di trigliceridi nel sangue.

Prodotti naturali come l’estratto di Riso rosso fermentato, Acido folico e Astaxanti-na potrebbero essere un utile supporto alla dieta e ai cambiamenti dello stile di vita per favorire il controllo delle dislipidemie supportando la funzionalità del sistema cardiovascolare.
Per un’azione mirata è consigliabile assumerli in formulazioni associate in modo bilanciato. Il riso rosso fermentato è molto conosciuto, grazie alla sua capacità di contribuire a mantenere il normale livello di colesterolo nel sangue. Altre sostanze coadiuvanti sono l’Astaxantina che svolge un’azione antiossidante, il Coenzima Q10 costituente fisiologico dell’organismo che interviene nei processi di produzione dell’ATP (il carburante utilizzato dal nostro organismo), l’Acido folico che contribu-isce al normale metabolismo dell’Omocisteina.
Se si verifica un accumulo di Omocisteina nel nostro organismo può essere danno-so per alcuni organi ed in particolare per l’apparato cardiovascolare. È importante evitare di cadere nell’errore di ritenere che il colesterolo sia l’unico responsabile del-le malattie cardiovascolari: fumo, ipertensione, sovrappeso, sedentarietà e diabete sono altri importanti fattori di rischio.

 

Blue Stethoscope on electrocardiogram (ECG) chart paper. ECG heart chart scan isolate on white. Healthcare insurance and medical background

LA FIBRILLAZIONE ATRIALE E IL RISCHIO ICTUS

La Fibrillazione Atriale è responsabile del 20% dei casi di ICTUS ed è quindi uno dei principali fattori di rischio; si presenta come un’irregolarità del battito del cuo-re legata alla contrazione irregolare delle camere superiori (atri) che determina un ristagno di sangue che può portare alla formazione di coaguli. Se i coaguli si immettono nella circolazione sanguigna e arrivano al cervello possono causare un ICTUS ischemico.

L’ICTUS è un danno cerebrale conseguente all’interruzione dell’afflusso di sangue al cervello, perché un’arteria si occlude o si rompe. Il cervello perde l’apporto di energia e di ossigeno subendo danni che possono portare a disabilità o alla morte.

La Fibrillazione Atriale è tra le anomalie del ritmo cardiaco più comuni nella popo-lazione adulta e spesso è asintomatica o con sintomi che possono essere confusi con altre patologie, come un senso di battito cardiaco irregolare o veloce, difficol-tà nel respirare sotto sforzo (dispnea) e facile affaticamento (astenia), e questo la rende difficile da diagnosticare perché spesso resta asintomatica o parossistica (va e viene).
Molto importante diventa un approccio proattivo di pazienti, di medici e farmacisti che permetta di generare il sospetto di Fibrillazione Atriale nei soggetti a rischio (over 65, in sovrappeso, con problemi di ipertensione, diabetici, con apnee notturne, etc…).

Per la rilevazione di una possibile Fibrillazione Atriale basta un controllo del battito cardiaco attraverso la palpazione del polso o una misurazione della pressione con apparecchi automatici dotati di algoritmo validato. Una volta individuato il sospetto di Fibrillazione Atriale va comunicato con tempestività al proprio Medico che effettuerà gli accertamenti necessari per arrivare alla diagnosi e alla cura. Diagnosticare la Fibrillazione atriale è il primo passo per la prevenzione dell’ICTUS.

 

Measurement of blood pressure in hospital

L’IPERTENSIONE ARTERIOSA

L’ipertensione è un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, carat-terizzata da un aumento stabile della pressione arteriosa oltre un valore soglia. Si sviluppa quando le pareti delle arterie di grosso calibro perdono la loro elasticità naturale, diventano rigide e i vasi sanguigni più piccoli si restringono. L’ipertensione affatica il cuore, può aumentarne le dimensioni, renderlo meno efficiente e favorire l’aterosclerosi, per questo le persone che hanno la pressione alta corrono un rischio maggiore di infarto o ictus.

Può inoltre causare: insufficienza renale e problemi visi-vi. In Italia l’ipertensione colpisce il 40-50% della popolazione generale adulta, ossia 14 milioni di persone; viene classificata in “essenziale” (senza causa conosciuta) e “secondaria” (causa conosciuta).

L’ipertensione arteriosa spesso si associa a condizioni di sovrappeso e obesità  che possono precedere, causare o aggravare uno stato di ipertensione arteriosa e quindi il rischio cardiovascolare.

L’eccesso di peso aumenta il lavoro che il cuore deve fare per pompare il sangue in tutto il corpo, di conseguenza il controllo del peso è un fattore importante nel ridurre il rischio di ipertensione e quindi di incorrere in malattie cardiovascolari.

Abbassare la pressione sanguigna si traduce in un minor rischio di ictus cerebrale, di infarto cardiaco o altre complicanze gravi.

L’ipertensione (pressione arteriosa superiore a 140/90 mmHg) solitamente non dà sintomi, per tale motivo, l’unico modo per sapere se si è ipertesi è misurare la pressione. Può essere misurata dal medico curante, in farmacia o a casa grazie ai misuratori di pressione per uso domiciliare. L’automisurazione domiciliare della pressione fornisce una misurazione attendibile perché è ottenuta durante le attività quotidiane. La pressione alta è una delle cause principali di Fibrillazione Atriale negli adulti.

Entrambi i disturbi tendono a manifestarsi dopo la mezza età e sono riconducibili alle cattive abitudini o ad uno stile di vita non sano. Sebbene soffrire soltanto di pressione alta non porti necessariamente allo sviluppo della Fibrillazione Atriale, il collegamento tra i due disturbi è molto forte, infatti, l’ipertensione può danneggiare i tessuti e il muscolo cardiaco in modo tale da alterare potenzialmente l’impulso elettrico del cuore.

 

Diet concept. Female bare feet standing on scales

QUANDO IL PESO DIVENTA UN PROBLEMA DI SALUTE: SOVRAPPESO E OBESITÀ

Il sovrappeso e l’obesità non sono solo problemi estetici, ma soprattutto di salute, e influenzano non solo la qualità della vita, ma anche l’aspettativa di vita. Per finire, ricordiamo che un peso eccessivo può comportare limitazioni della vitalità, discri-minazione sociale, diminuzione della produttività lavorativa o scolastica.

 

Il mondo vegetale è ricco di componenti funzionali ad azione specifica che, in regi-mi di alimentazione controllata ed in sinergia con una regolare attività fisica, pos-sono rappresentare un aiuto nell’ambito di un programma per il controllo del peso. Il loro utilizzo corretto, preferibilmente su consiglio di un esperto, può contribuire all’efficacia di programmi salutistici finalizzati ad una perdita graduale dei chili di troppo, con effetti duraturi nel tempo.
In questi casi occorre prima di tutto cercare di moderare l’alimentazione (senza escludere nessuno dei principali gruppi di nutrienti), rivedere la distribuzione dei pasti nell’arco della giornata e anche, come ulteriore aiuto, ricorrere a prodotti na-turali formulati con minerali specifici che coadiuvano il normale metabolismo dei macronutrienti, ricchi di fibre che comportano un maggiore senso di sazietà e con-tribuiscono a ridurre l’assorbimento del cibo.
Inoltre, innovativi complessi brevettati agiscono a livello intestinale formando un gel altamente viscoso che favorisce la riduzione della quantità e la velocità di assor-bimento dei carboidrati e/o dei grassi, regolarizzando anche il transito intestinale.

Young woman measuring her weight at home

COME QUANTIFICARE E MONITORARE IL PROPRIO PESO

La premessa da fare è che noi siamo abituati a misurare il nostro peso, ma questo è sufficiente?
Il parametro che meglio identifica il concetto di sovrappeso, normopeso e sotto-peso è l’Indice di Massa Corporea, IMC (o BMI), che si ottiene dividendo il peso (misurato in chilogrammi) per l’altezza (espressa in metri) moltiplicata per sé stessa: IMC= peso (Kg)/altezza al quadrato m2

Esempio: una donna di 60 kg alta 1,60 m calcolerà così il suo IMC
60 : (1,60×1,60) = 23,4 (valore che rientra nella categoria normopeso).

PIATTOTRISTE

L’IPONUTRIZIONE o DENUTRIZIONE

È una condizione che si instaura quando l’organismo non assume una quantità sufficiente di nutrienti ed energia per soddisfare i propri fabbisogni. I fattori che determinano le forme di malnutrizione primaria possono essere: la disponibilità ambientale, il potere d’acquisto, i pregiudizi alimentari, l’uso nell’alimentazione quotidiana di cibi raffinati o conservati e/o cucinati male, con l’esclusione dalla dieta di alcuni elementi essenziali all’organismo o per la loro riduzione a quantità inferiori al margine di sicurezza a causa di una restrizione del regime dietetico a pochi alimenti preferiti, o per stati patologici in essere che impediscano alla persona di alimentarsi in maniera adeguata.
Lo sviluppo inizia con inadeguatezza nutrizionale: nel corpo le riserve degli elementi nutritivi, qualora il rifornimento giornaliero sia inadeguato, si esauriscono. Quando la diminuzione dei vari elementi nutritivi raggiunge il punto critico, interferisce con le normali funzioni dell’organismo creando disturbi di varia natura. Si può verificare un ritardo della crescita nei bambini o negli adolescenti, una perdita di peso, un’aumentata suscettibilità alle infezioni, anemie, depressioni, ed una aumentata frequenza e durata delle malattie.

L’importante è ricordare che i cibi che mangiamo oggi diventano ciò che saremo domani: tutto il cibo che assumiamo si trasforma nell’organismo in sangue, ossa, cervello, muscoli, anticorpi, oltre che in efficienza e stabilità emotiva.

Un’altra importante categoria di elementi nutritivi sono le vitamine. Esse devono essere assunte con l’alimentazione giornaliera in quanto l’organismo non è in grado di sintetizzarle. La loro funzione è principalmente catalitica, ossia, facilitano le reazioni metaboliche essenziali, contribuiscono alla costruzione della struttura del corpo ed aiutano a regolare ogni processo metabolico.

ipernutrizione

IPERNUTRIZIONE

Un contributo significativo all’aumento di peso deriva dalle cattive abitudini alimentari che adottiamo e che ci portano a seguire uno stile alimentare basato su “cibi spazzatura”, fast food o “veloci tramezzini al bar”. Abbiamo sostituito la nostra tipica dieta mediterranea a base di pane, cereali integrali, frutta, verdura, erbe aromatiche, olio extravergine di oliva e pesce con gli hamburger, le patatine fritte e le bibite, abbinati al consumo fuori pasto di cibi altamente energetici e di bevande zuccherate che non risponde a una reale necessità dell’organismo.

Molti studi indicano che un abbondante consumo di frutta e verdura fresca, ma anche di cereali e legumi, riduca il rischio cardio e cerebrovascolare, nonché la probabilità di insorgenza di diversi tumori. Dobbiamo modificare le nostre abitudini alimentari per tornare ad una dieta che non sia solamente sana, ma che promuova il rispetto del territorio, della biodiversità con prodotti locali e di stagione, che sia quindi anche ecosostenibile.

L’obiettivo impone l’orientamento alla scelta di cibi il più possibile naturali. Un’altra scelta importante è quella di dare il giusto tempo ad ogni pasto, favorendo una buona digestione e le relazioni sociali intorno al tavolo.