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PROTEGGI IL TUO BENESSERE INTIMO

Estate, oltre il caldo, significa anche umidità e sudore, situazioni che possono cre- are disagi alle zone intime soprattutto nelle donne. Ogni volta che si rimane con il costume da bagno bagnato o con abiti sudati, per lunghi periodi di tempo, si favorisce la proliferazione batterica e dei funghi. È bene ricordare che, durante il ci- clo mestruale, l’uso dell’assorbente classico d’estate rischia di creare irritazioni alla pelle, dovute allo sfregamento e alla sudorazione, per cui è consigliabile optare per assorbenti in cotone organico, molto meno irritanti.

Le regole base da seguire in estate per il proprio benessere intimo sono:

  1. Usare detergente intimo delicato
  2. Evitare indumenti troppo attillati
  3. Cambiare il costume bagnato
  4. Usare il proprio telo da mare
  5. Prediligere biancheria in cotone
  6. Evitare contatto diretto con la sabbia
  7. Fare attenzione alle superfici su cui ci si siede

 

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INFEZIONI DELLE VIE URINARIE

La cistite è un’infiammazione della vescica urinaria che colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, in quanto sono maggiormente predisposte per vari fattori: il più importante è dovuto ad una diversa conformazione anatomica dell’ultimo tratto escretore della donna. La cistite non è una malattia a trasmissione sessuale ma la frequenza e l’intensità dei rapporti può aumentare il rischio di contrarla. In questo caso si parla di “cistite della luna di miele”.

Gli ormoni estrogeni hanno una funzione protettiva anche sui tessuti urinari, per cui in tutte le situazioni in cui si verifica una carenza di estrogeni, come nelle donne in menopausa, si ha una maggiore predisposizione alle cistiti. Il rischio di contrarre la cistite aumenta nelle donne in gravidanza, in quelle con intensa attività sessuale e nei soggetti affetti da diabete.

I sintomi maggiormente riportati sono la necessità di urinare spesso, anche piccole quantità, e la sensazione di bruciore che si prova andando in bagno. In alcuni casi può essere presente sangue nelle urine, questa situazione si definisce “ematuria”. I sintomi possono manifestarsi in modo isolato o in combinazione tra loro; in associazione ai sintomi tipici dell’apparato urinario, possono essere presenti: un lieve rialzo febbrile, brividi, sensazione di stanchezza, malessere generale.

Generalmente la cistite viene curata efficacemente mediante la somministrazione di antibiotici, assunti sempre su prescrizione medica.

 

Il miglioramento dei sintomi si manifesta rapidamente all’inizio della terapia che va comunque portata a termine secondo le indicazioni del Medico. Se i miglioramenti tardano ad arrivare è importante rivolgersi al Medico per scongiurare la propaga- zione dell’infezione a livello renale.

 

Gli accorgimenti da adottare per aumentare l’efficacia della terapia sono:

  • Bere molto, in modo che si agevoli l’eliminazione degli agenti tossici a livello dell’apparato urinario
  • Evitare l’assunzione di alimenti o bevande che possono irritare la vescica come tè, caffè, alcolici e peperoncino

•     Indossare biancheria di cotone

  • Igiene intima scrupolosa
  • Evitare di praticare sport con azione traumatica sulla vescica come ciclismo, equitazione e motociclismo

Per contrastare i disturbi delle vie urinarie si può ricorrere all’uso di dispositi- vi medici che inibiscono l’adesione dei batteri a livello delle pareti intestinali e del tessuto vescicale riducendo così la proliferazione batterica. Per mantenere la fisiologica funzionalità delle vie urinarie, sono utili formulazioni a base di mirtillo rosso americano, estratto di semi di pompelmo ed è sempre importante favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale.

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QUANDO L’INTESTINO FA I CAPRICCI

La diarrea è un disturbo intestinale molto comune nei mesi estivi.

La presenza di temperature molto elevate, unita ad episodi diarroici, può provocare stati di disidratazione, che è possibile evitare mettendo in atto una serie di azio- ni preventive. La diarrea acuta è definita da 3 o più scariche al giorno di feci non formate o acquose nelle 24 ore precedenti (definizione Organizzazione Mondiale Sanità). Seguendo alcuni consigli pratici ed alcune regole di comportamento possiamo ridurre notevolmente il rischio di insorgenza di disturbi intestinali e salvare la buona riuscita delle nostre giornate. L’aumento delle temperature incrementa i rischi di contaminazione degli alimenti da parte di microrganismi patogeni, per cui è consigliabile porre la massima attenzione, al momento dell’acquisto, alle modalità di conservazione e di trattamento dei cibi: controllare sempre la data di scadenza prima di consumare un alimento; evitare di lasciare gli alimenti deperibili troppo a lungo fuori dal frigorifero; cuocere la quantità di cibo che si prevede di consumare al momento; evitare agli alimenti lunghe permanenze a temperatura ambiente; evitare pesci e frutti di mare crudi o poco cotti, dolci con panne e creme.

Con il caldo anche i processi digestivi sono meno efficienti e, quindi, è importante prediligere il consumo di cibi leggeri: diminuire l’apporto di grassi e carni, dare la preferenza al pesce per l’alta digeribilità ed il minor apporto calorico, consumare grandi quantità di frutta e verdura per assumere le vitamine e reintegrare i sali minerali eliminati con il sudore. È bene porre attenzione alla temperatura delle bevande, per evitare congestioni.

La diarrea del viaggiatore si manifesta durante o immediatamente dopo un viag- gio in un paese a basso tenore igienico-sanitario e di solito colpisce i viaggiatori provenienti da Paesi più sviluppati.

 Le principali cause note sono rappresentate dall’assunzione di acqua e cibi conta- minati da batteri, virus, parassiti e tossine. I viaggiatori possono minimizzare i rischi di diarrea del viaggiatore seguendo le seguenti misure preventive:

  1. Evitare cibi e bevande acquistate da venditori ambulanti o altri posti dove sono presenti condizioni non igieniche
  2. Evitare di mangiare carni o pesci crudi o poco cotti
  3. Evitare di mangiare frutta senza averla sbucciata e verdura cruda
  4. Evitare l’acqua del rubinetto, il ghiaccio, il latte non pastorizzato
  5. Si consigliano cibi ben cucinati
  6. Prediligere bevande come il tè e il caffè caldo, la birra, il vino, l’acqua imbottigliata o acqua bollita

L’assunzione di probiotici rappresenta sempre un coadiuvante molto importan- te insieme alle modalità di gestione della diarrea. Il Saccaromyces Boulardii è il probiotico di elezione in caso di Diarrea acuta sia nei bambini sia negli adulti ed un valido supporto anche nei trattamenti della Diarrea del Viaggiatore.

Young woman with wide open eye

OCCHI SEMPRE IN FORMA

Le persone nel periodo estivo tendono a trascorrere la maggior parte del tempo libero negli spazi aperti, di conseguenza questo comporta un utilizzo maggiore di lenti a contatto per una migliore performance durante lo svolgimento delle attività sportive e delle varie attività ludiche. L’uso delle lenti a contatto è comunque corre- lato alla malattia dell’occhio secco, patologia dovuta ad una riduzione della quantità o ad un’alterazione della qualità del film lacrimale o lacrima, che ricopre l’occhio e di norma lo lubrifica e lo protegge.

Come ridurre i sintomi da Occhio Secco nei portatori di lenti a contatto?

Una prima soluzione potrebbe essere l’utilizzo di sostituti lacrimali a base di Acido Ialuronico, sostanza naturalmente presente negli occhi, che può essere un ottimo alleato in quanto:

  • Migliora il comfort durante l’uso delle lenti a contatto
  • Migliora la stabilità e la permanenza del film lacrimale

Coloro che per vari motivi durante l’estate rimangono in città, passando più tempo all’aria aperta, sono soggetti ad una maggiore esposizione allo smog che, oltre ad essere correlato alla congiuntivite allergica e alle patologie respiratorie, è causa di occhio secco. Infatti, nelle emissioni dei motori, in particolare quelli alimentati a diesel, sono presenti sostanze che possono determinare l’infiammazione della superficie oculare.

Come proteggere quindi gli occhi dallo smog?

La soluzione per alleviare i fastidi agli occhi provocati da fattori ambientali è l’utilizzo di colliri specifici, soprattutto quelli a base di sostanze con proprietà antinfiammatorie, in grado di proteggere l’occhio dall’azione dannosa degli allergeni e di altri fattori ambientali.


Negli ultimi anni sono cambiate le abitudini degli italiani, infatti il tempo impegnato con l’uso di dispositivi elettronici (cellulari, pc e tablet) è notevolmente aumentato e questo può rappresentare un fattore di rischio che contribuisce ad anticipare l’in- sorgenza della malattia dell’occhio secco.

Come limitare i danni da uso eccessivo di dispositivi digitali?

L’acido ialuronico potrebbe essere una risposta. Esso, infatti, forma un rivestimento protettivo e duraturo grazie alle sue proprietà simili a quelle del film lacrimale, donando un’immediata idratazione e sensazione di freschezza che rivitalizza gli occhi affaticati e stanchi.


Sole, sabbia e vento, sinonimi di vacanza, non vanno d’accordo con gli occhi. L’eccesso di raggi UV, oltre ad avere conseguenze sulla pelle se non adeguata- mente protetta con creme e filtri solari, può nuocere agli occhi provocando danni che possono aggravarsi con l’avanzare dell’età. Ecco perché il consiglio è quello di indossare sempre gli occhiali da sole anche quando si è sotto l’ombrellone. Oltre al sole anche la sabbia ha un’azione lesiva e irritante a contatto con le strutture oculari, provocando una sgradevole sensazione di bruciore. In caso di sabbia negli occhi è fondamentale sciacquare immediatamente e più accuratamente possibile. Come il sole e la sabbia, anche il vento può provocare l’infiammazione dell’occhio con rossore e bruciore.

Come salvaguardare gli occhi dai fattori ambientali tipici dell’estate?

Una soluzione può essere quella di avere sempre con sé un collirio a doppia azione che consente di proteggere gli occhi dall’azione degli agenti esterni, idratando, agevolando il processo di rigenerazione e contrastando prurito, lacrimazione abbondante, bruciore e irritazione.

Quest’estate quindi ricordiamoci di proteggere la salute dei nostri occhi!

 

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IL BENESSERE DELLE UNGHIE

Se un’unghia sana, curata e lucente rende il piede indubbiamente più bello, un’unghia rovinata deturpa l’estetica del piede. Le unghie possono essere interessate da problematiche di diversa origine e natura: l’Onicomicosi è una di queste.

 

Si tratta di un’infezione causata da funghi ed è una delle più comuni malattie delle unghie dei piedi, soprattutto quella degli alluci (può colpire anche le mani, ma ciò avviene più raramente). Come tutti i disturbi delle unghie, anche micosi ungueali alterano la loro struttura: le unghie malate perdono la forza e la brillantezza originarie, l’elasticità ed il loro caratteristico colore rosato. L’Onicomicosi è la patologia più comune delle unghie, rappresentandone fino al 50% dei problemi. Fra i fattori che ne favoriscono l’insorgenza ci sono:

  • Alcune condizioni specifiche come diabete, fumo, insufficienza vascolare periferica, psoriasi, malattie da immunodeficienza, farmaci immunosoppressori
  • Frequentare ambienti caldo-umidi come piscine e saune
  • Utilizzo di calze e/o scarpe che non lasciano traspirare il piede
  • Microtraumi alle unghie

Un’unghia affetta da Onicomicosi è probabile che risulti scolorita (bianca, gialla o marrone), inspessita e fragile. L’unghia potrebbe anche sgretolarsi o persino staccarsi dal letto ungueale creando disagio quando si indossano le scarpe o si cammina. Questa condizione si traduce non solo in un problema estetico e fisico ma anche psicologico, con un impatto negativo sulla qualità della vita.

Se non opportunamente trattata, l’Onicomicosi può peggiorare con il passare del tempo rendendo più difficile il trattamento. Inoltre, un fungo infetto può contaminare calzini e scarpe e, quindi, infettare altre unghie e parti sane del piede. L’eradicazione del fungo fin dai primi stati dell’infezione è pertanto fondamentale per migliorare l’aspetto dell’unghia e prevenire l’aggravarsi della patologia o il rischio di dover ricorrere al farmaco per uso orale.

Arm of gilr is bitten by the mosquito and get bumps on her skin  in the summer

LE PUNTURE DI INSETTI

Gli insetti pungono per motivi diversi e ciò varia in base alla natura dell’insetto. Alcuni insetti pungono per nutrirsi, come gli “ematofagi” (quelli che si nutrono di sangue), ad esempio: zanzare, tafani, pappataci e pulci. Altri pungono per difendersi da un nostro attacco, come nel caso di api, vespe, calabroni o formiche e generano una puntura decisamente più dolorosa.

 

La maggior parte delle punture può causare dolore, prurito, bruciore, gonfiore ed altri effetti indesiderati di più lieve entità che tendono a scomparire nell’arco di qualche giorno. In genere, queste reazioni locali cutanee possono essere gestite e curate ricorrendo al consiglio del Farmacista.

Tuttavia, alcune persone molto sensibili alle sostanze rilasciate dalla puntura di insetti possono sviluppare una reazione allergica con sintomi gravi estesi all’intero organismo.

Questa condizione può essere pericolosa per la vita e richiede un trattamento di emergenza.

A seguito di una puntura di zanzara possono fornire un leggero sollievo stick specifici a base di ammoniaca a basse concentrazioni o formulati con prodotti naturali lenitivi.

Quando il pomfo è particolarmente fastidioso è preferibile applicare una crema, consigliata dal Farmacista, che abbia un ‘azione antistaminica.

Le zanzare hanno una sorta di “radar” che guidato dall’odore umano consente loro di individuare le “prede” preferite, questo è il motivo per cui alcune persone sono punte e altre no. Sono attratte dall’anidride carbonica che emettiamo con la nostra respirazione e dai nostri odori corporei. Quindi il segreto per prevenire le punture di alcuni insetti è confondere il loro “radar” con sostanze ad azione repellente.

Per la pelle delicata sono da preferire quelli formulati con ingredienti di origine vegetale fino ad arrivare a formulazioni più “strong” che forniscono una protezione multiinsetto. Agiscono contro le varie specie di zanzare (compresa la zanzara tigre) e altri insetti.

Possono essere utilizzati sia nelle ore notturne che in quelle diurne garantendo una copertura protettiva anche fino a 10 ore. Sono commercializzate diverse tipologie di formulazioni, braccialetti, creme o spray, per cui per avere la massima protezione è importante scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Young couple running in the park.

LE VESCICHE

Quelle che chiamiamo comunemente “vesciche” sono lesioni causate da eccessi- va pressione o sfregamenti che si verificano in una sede cutanea costantemente sottoposta a traumatismi. Le vesciche possono essere molto dolorose e impiegare diversi giorni per guarire se trascurate.

FASE 1

SFREGAMENTO E BRUCIORE

La frizione improvvisa e ripetuta attiva le terminazioni nervose sensibili alla pressione nello strato più esterno della pelle, causando una sensazione di dolore e lasciando la cute rossa e irritata

FASE 2

FORMAZIONE DELLA VESCICA

Le vesciche si formano quando la frizione sullo strato più esterno della pelle fa sì che questa si separi dallo strato sottostante. Lo spazio nel mezzo si riempie di liquido

FASE 3

FERITA APERTA

Se la vescica si è rotta e, quindi, si è trasformata in una ferita aperta, è necessario correre ai ripari al più presto. Le vesciche rotte possono infettarsi facilmente, quindi, è importante disinfettarle

FASE 4

FORMAZIONE DELLE CROSTE

Sulle vesciche compariranno delle croste. La crosta può inoltre spaccarsi causando infezioni secondarie

FASE 5

GUARIGIONE

Le tre cause che più comunemente favoriscono l’insorgere delle vesciche sono calore, umidità e sfregamento.

Per trattare le vesciche oggi esistono cerotti speciali con idrocolloidi che permettono alla vescica di respirare. Agiscono come una “seconda pelle”, studiati per donare sollievo rapido dal dolore e proteggere contro ulteriori sfregamenti, creando allo stesso tempo un ambiente ottimale per accelerare la guarigione della vescica. Possono rimanere applicati sulla pelle per diversi giorni. La durata può variare da soggetto a soggetto.

 

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L’HERPES

L’Herpes simplex è un’infezione virale che interessa cute e/o mucose. Il genere umano è l’unico ospite del virus, pertanto rappresenta l’unica fonte di contagio: il virus dell’Herpes simplex si trasmette quasi esclusivamente per via diretta, attra- verso micro-goccioline di saliva. L’Herpes simplex, in genere, esordisce con piccole vesciche tipicamente tondeggianti, simili a grappoli, localizzate su cute o mucose dell’area del viso, responsabili di bruciore, fastidio, prurito e rossore localizzato. Il virus viene contratto senza rendersene conto e rimane silente nell’organismo. Si manifesta con eruzione cutanea a livello delle labbra, della mucosa orale e/o in al- cune aree del viso quando diversi fattori scatenanti lo attivano:

Un’eruzione di Herpes labiale dura dai 7 ai 12 giorni, periodo in cui l’igiene è fondamentale sia per agevolare la guarigione sia per evitare i contagi.

Quindi: non toccare e non condividere!

  • Non toccare l’eruzione (se ti capita di toccarla, lavati immediatamente le mani)
  • Non toccarti o strofinarti gli occhi durante un’eruzione
  • Non condividere posate, bicchieri, burro-cacao, rossetto per le labbra, spazzolino da denti o asciugamani con altre Evita il contatto con il partner

È doveroso precisare che non esiste alcun farmaco in grado di eradicare definitivamente il virus dell’Herpes simplex, nonostante varie sostanze farmacologiche siano attive contro questi virus. La miglior terapia è mantenere efficiente il sistema immunitario grazie ad uno stile di vita basato su un’alimentazione sana e un’attività sportiva commisurata alle proprie capacità.

 

Il trattamento dell’Herpes simplex dev’essere tempestivo, per evitare il peggioramento della fase iniziale. In commercio sono disponibili i classici farmaci in crema antivirali per uso locale, che vanno applicati 5 volte al giorno per 4 giorni, oppure degli specifici cerottini che garantiscono un livello corretto di umidità alla ferita, in modo tale che si crei l’ambiente adatto per accelerare la guarigione. Il trattamento tempestivo contribuisce a ridurre formicolio, prurito, bruciore, rossore e gonfiore donando un rapido sollievo. Riduce anche la formazione di vescicole e aiuta a prevenire la formazione delle crosticine e delle cicatrici.

È doveroso precisare che non esiste alcun farmaco in grado di eradicare defini- tivamente il virus dell’Herpes simplex, nonostante varie sostanze farmacologiche siano attive contro questi virus. La miglior terapia è mantenere efficiente il sistema immunitario grazie ad uno stile di vita basato su un’alimentazione sana e un’attività sportiva commisurata alle proprie capacità.

Il trattamento dell’Herpes simplex dev’essere tempestivo, per evitare il peggioramento della fase iniziale. In commercio sono disponibili i classici farmaci in crema antivirali per uso locale, che vanno applicati 5 volte al giorno per 4 giorni, oppure degli specifici cerottini che garantiscono un livello corretto di umidità alla ferita, in modo tale che si crei l’ambiente adatto per accelerare la guarigione. Il trattamento tempestivo contribuisce a ridurre formicolio, prurito, bruciore, rossore e gonfiore donando un rapido sollievo. Riduce anche la formazione di vescicole e aiuta a prevenire la formazione delle crosticine e delle cicatrici.

Children injury. Deep scratches on the skin with bruises on the child knees. Wounds, scratches, abrasions on the child leg.

LE LESIONI CUTANEE

Durante una corsa al parco, una gita, una passeggiata in bici, un’escursione in montagna, o in vacanza, può accadere facilmente un imprevisto che porta a procurarsi ferite superficiali come abrasioni, escoriazioni o piccoli tagli. Specialmente fuori casa può essere complicato prendersene cura nel modo più corretto, perché non c’è possibilità di pulire la ferita, le mani sono sporche e non abbiamo tutti gli “strumenti” necessari per medicare. Oltre al fastidio che provoca, una lesione può compromettere la funzione protettiva della pelle verso gli agenti esterni.

Abrasioni ed escoriazioni sono eventi comuni e rappresentano le lesioni dovute allo sfregamento con una superficie dura, ad esempio il terreno, provocando l’asporta- zione degli strati superficiali dell’epidermide; si possono manifestare in assenza di fuoriuscita di sangue (abrasioni) o in presenza di fuoriuscita di sangue (escoriazioni). Quindi, fra tagli, graffi, sbucciature… a tutti capita di avere a che fare con una piccola lesione cutanea. Attenzione all’infezione! Tutte le ferite vanno correttamente deterse e disinfettate per evitare il rischio di infezione e non compromettere i processi di guarigione.

Ci sono degli interventi specifici necessari da attuare:

  • Evitare di toccare la ferita con le mani sporche
  • Comprimere con un panno per arrestare l’eventuale fuoriuscita di sangue
  • Detergere bene con acqua corrente e asciugare con una garza pulita
  • Rimuovere qualsiasi impurità o eventuali corpi estranei (terra, sabbia, schegge, )
  • Distribuire un disinfettante su tutta l’area interessata con l’aiuto di una garza sterile
  • Proteggere la ferita con cerotti e bendaggi
  • Non esporre la ferita al sole mentre è in atto il processo di cicatrizzazione
  • Controllare la ferita e sostituire con frequenza la medicazione
  • Se la ferita è profonda, recarsi subito al pronto soccorso

 

Per favorire la guarigione, riducendo il rischio di cicatrici, oltre all’indispensabile de- tersione e disinfezione della ferita come già menzionato, è importante una riparazione corretta e ordinata dei tessuti. Per un’adeguata rigenerazione cutanea, grazie alle loro proprietà riparatrici, possono essere utili l’acido Ialuronico o un particolare estratto di grano chiamato Rigenase®, indicati nel trattamento di lesioni superficiali o acute a basso rischio di infezione come abrasioni, escoriazioni, tagli e irritazioni. Per proteggere la ferita, scongiurare la possibilità di infezioni e accelerare la cicatrizzazione è bene utilizzare cerotti e prodotti per la disinfezione privi di azione fotosensibilizzante e con scarsa propensione a sviluppare la resistenza batterica, un esempio è la Poliesanide.

Senior man preparing barbecue grill for garden party. Selective

LE USTIONI

Basta un attimo di distrazione, un gesto maldestro e subito il problema diventa “scottante”. In casa non mancano certo i modi per procurarsi una fastidiosa scot- tatura, lesione generata dal contatto con oggetti ustionanti: fornelli, forno, manici delle pentole, teglie roventi, olio e acqua bollente, ferro da stiro e via dicendo.

Le scottature più lievi sono quelle di 1° grado, generalmente guaribili in 5-10 giorni.

Portano alla “distruzione” solo degli strati superficiali della pelle, causando arros- samenti, gonfiori, dolore, bruciore e talvolta comparsa di vescicole. Se la scottatura è più profonda si tratta di un’ustione di 2° grado, caratterizzata dalla comparsa di bolle piene di siero e dolore intenso. Ustioni più gravi (3° grado), molto estese come quelle prodotte da corrente elettrica, sostanze chimiche o ustioni localizzate su viso, mani, piedi e inguine, richiedono sempre cure mediche immediate.

  • In caso di scottature superficiali, è necessario immergere immediatamente la parte ustionata in acqua fredda o, meglio ancora, tenerla sotto l’acqua corren- te per almeno 10 minuti
  • Evitare di applicare ghiaccio direttamente sulla zona interessata
  • Evitare di applicare oli o unguenti (l’olio trattiene il calore sulla pelle!), né alcool o acqua ossigenata
  • Evitare i classici “rimedi della nonna” ma utilizzare esclusivamente prodotti spe- cifici per la disinfezione e il trattamento delle ustioni
  • Coprire con una garza sterile per evitare il contatto con lo sporco
  • Non far scoppiare le vescicole, altrimenti si può incorrere in infezioni
  • Rivolgersi al Medico se il dolore non cessa entro 12 ore, e/o in presenza di sin- tomi quali febbre, vomito, diarrea

 

In presenza di scottature lievi, può essere utile favorire i naturali processi di rigene- razione della pelle velocizzando il ripristino della sua “funzione barriera”. Per un’a- deguata rigenerazione cutanea, grazie alle loro proprietà riparatrici, possono essere utili l’acido Ialuronico o un particolare estratto di grano chiamato Rigenase®, indicati nel trattamento di lesioni superficiali o acute a basso rischio di infezione come ustioni di I° e II° grado.

Per proteggere la ferita, scongiurare la possibilità di infezioni e accelerare la cica- trizzazione è bene utilizzare cerotti e prodotti per la disinfezione privi di azione fotosensibilizzante e con scarsa propensione a sviluppare la resistenza batterica, un esempio è la Poliesanide.